Alessandra Ronzoni

«Vorrei con i miei quadri catturare l’emozione degli attimi che costantemente viviamo e poi inesorabilmente fuggono, per fissarli per sempre sulla tela».

Con queste parole Tony Zanardi descrive la sua pittura. Una pittura che non obbedisce a regole e a canoni stilistici, che fa suoi i modi impressionisti, la pennellata fugace che vuole catturare una realta fatta di momenti, solo in quanto mezzo spurio per arrivare a cogliere l’istante irripetibile, l’hic et nunc.

Ma e poi attraverso il colore, di matrice espressionista, sempre significante e mai casuale, che Tony comunica le emozioni vissute, suscitandone delle nuove nel suo spettatore. I paesaggi di Tony Zanardi hanno sempre colori amplificati, innaturali, le sue donne sono sempre contrassegnate da un particolare colore: talvolta blu, talvolta giallo, arancione o rosso.

La memoria di Tony e a colori, e fatta di colori, e questo testimonia che e’ viva, vibrante; e cosi l’artista vuole che rimanga.

Nelle vedute paesaggistiche gli immobili scorci da cartolina vengono contrapposti a colori forti e stranianti: e la volonta di fermare un’immagine per trasformarla in ricordo, ma un ricordo totalmente travolto dalle emozioni del momento, di usare un’immagine conosciuta, vista mille volte (le chiese le calli di Venezia), per arrivare a parlare invece di se, della propria interiorita. Attraverso immagini familiari, attraverso una strada apparentemente nota, comune, Tony Zanardi porta lo spettatore a scoprire l’anima dell’artista.

I ritratti non sono quasi mai riconoscibili, i volti sono spesso coperti o evanescenti, i dettagli eliminati. Perche, ancora, l’intento dell’artista non e tanto quello di ritrarre una persona, ma piuttosto una sensazione che quella persona ha suscitato in lui: e un omaggio ad un sentimento, non ad un volto. Ed infatti i ritratti delle persone realmente conosciute dall’artista vengono affiancati a quelli di simboli immortali di sensualita, come la Danae di Klimt che Zanardi rivisita in un suo quadro. “Rimango ipnotizzato dagli occhi di una donna innamorata, dalle sinuosita del suo corpo nudo, che mi fa pensare a Nammu, la Gran Dea generatrice dell’universo, il Soma o l’Eterno Femminino, senza cui nulla potrebbe esistere” , dice infatti l’artista stesso.

I quadri di Tony Zanardi ci parlano quindi della dialettica dell’istante, della necessita di strappare un attimo di vita trascorsa, e la sensazione che lo accompagna, dal flusso incessante e irreversibile del tempo: di bloccare l’attimo, ma senza congelarlo. E un conflitto che si esprime in ogni quadro, coinvolgendo chi lo guarda.

La sua pittura e chiaramente il frutto di un uomo, che ha assaporato i piaceri della vita ed ora e pronto a farsi guardare dentro e, soprattutto a guardarsi dentro, a far emergere le proprie sensazioni per poterle salvare, per sempre. Non con le parole, che difficilmente sarebbero adeguate, ma attraverso i suoi quadri, i suoi colori.

 

Alessandra Ronzoni